E' ovvio come sia importante che un sito web sia gradevole e soprattutto come sia indispensabile che i contenuti siano chiari ed esaustivi ma non viene quasi mai posta sufficiente attenzione al fatto che un sito deve essere prima di tutto usabile ed accessibile.
Secondo la definizione data dalla norma ISO 9241, l'usabilità è: "Il grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d'uso".
Nel contesto di Internet, l'usabilità è quella proprietà che rende un sito "facile" da navigare e da usare. La parola "usabilità" deriva dalla progettazione del software e dalla metà degli anni 80 iniziò a svilupparsi quella che è una vera e propria scienza che coniuga la psicologia e l'intelligenza artificiale all'informatica.
Il Sun Usability Lab definisce l'usabilità come un insieme di proprietà:
- Utilità
- Facilità di apprendimento
- Efficienza
- Facilità di ricordo
- Prevenzione degli errori
- Soddisfazione
Nel progettare un sito web è importante concentrarsi sulle necessità dell'utente e di considerare esigenze e funzionalità soprattutto dal suo punto di vista. La grafica non deve essere la preoccupazione primaria: è importante ma deve essere conseguente e funzionale rispetto al contenuto ed agli obiettivi.
Un rischio sempre presente è quello di voler a tutti i costi fare colpo sul visitatore, con sfoggio di inutili effetti grafici e di tecnologia fine a sè stessa. Ma tutti gli studi ci dicono che solo l'attenzione verso l'usabilità alla fine paga veramente perchè rende il sito utile e fidelizza il visitatore.
Che cosa può farci pensare che un sito non funziona in termini di usabilità ?
- Dopo il lancio iniziale si verificano consistenti perdite di traffico
- I visitatori restano pochi secondi nella home page poi lasciano il sito senza visitarlo in profondità
- I visitatori non tornano, le statistiche dicono che nel nostro sito non ci sono visitatori abituali
Significa non lasciare fuori nessuno. Né quelli che usano connessioni lente o vecchi browser e neanche chi soffre di handicap visivi come daltonici e ipovedenti.
Dalla Legge Stanca è definita come: "la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari".
Attualmente in Italia la "Legge Stanca" è l'unica normativa che definisca degli obblighi in termini di accessibilità dei siti web e si applica solo alle pubbliche amministrazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.
Questo però non esclude che possa essere conveniente, oltre che etico, tener presente quelle che sono le necessità dell'accessibilità anche durante la progettazione di un sito web che non sarebbe tenuto per legge a seguire la suddetta normativa.
Un sito "accessibile", infatti, oltre a poter contare su un numero maggiore di visitatori potenziali, fornice la massima garanzia di corretta usabilità sui vari browser ed inoltre è maggiormente gradito ai motori di ricerca che, come noto, integrano sempre più nei propri algoritmi di indicizzazione le stesse regole che si applicano per la verifica dell'accessibilità.